“La ricostruzione post sisma è ferma al palo”
Intanto in Umbria si sono persi metà dei posti di lavoro nel settore. Per colpa anche del crollo degli investimenti nell’edilizia pubblica
In dieci anni nel settore dell’edilizia in Umbria si sono persi più della metà dei posti di lavoro, gli occupati sono passati da 25.000 a 12.000. La ricostruzione nelle zone terremotate poteva essere un’occasione per la ripresa, ma questo non è ancora avvenuto. “Tutto è praticamente fermo per normative confuse e una burocrazia soffocante” denunciano le associazioni umbre delle costruzioni, che raggruppano le imprese dell’industria, dell’artigianato e delle cooperative.
Lo hanno fatto la scorsa settimana in una conferenza stampa congiunta di Ance, Cna costruzioni, Confartigianato Anaepa e Lega coop per informare sui dati reali del settore e per lanciare un appello accorato a tutte le istituzioni. “La ricostruzione post-sisma è ferma al palo” è stato detto. E tante imprese continuano a chiudere anche perché c’è un crollo generale degli investimenti per tutte le opere pubbliche.
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