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Angelica, 30 anni, ha scelto il battesimo. Nella notte di Pasqua sarà vita nuova

Perché ora? Cosa ti è successo? Ma sei sicura?

Angelica Moriconi, 30 anni, nella notte di Pasqua con il nome di Gaia riceverà il battesimo nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia, insieme ad altri giovani adulti. Quelle domande sono state il suo pane quotidiano da quando ha fatto il primo passo nel Catecumenato, il cammino di preparazione al battesimo. Spesso il battesimo segue ed è il completamento di un incontro forte con Gesù che si è realizzato in un gruppo, in una comunità. Altre volte il percorso conosce passaggi meno eclatanti. È il caso di Angelica. I suoi genitori hanno voluto che fosse lei a scegliere e non l’hanno battezzata. Non è mai andata a catechismo anche se in casa ha respirato l’aria della tradizione, con la nonna che recitava il rosario, l’asilo dalle suore, la partecipazione alla messa a Natale, a Pasqua, matrimoni, o anche funerali.

“Fin da piccola mi rivolgevo al nonno che non c’era più, gli dicevo grazie o gli chiedevo qualcosa”. E poi in tutto ciò che le accade, di bello o di brutto, ciò che sfugge al suo controllo, sente che “doveva esserci qualcosa o qualcuno di grande”. Vorrebbe dare un nome, una forma, a questa sensazione che l’accompagna in una vita piena fatta di scuola, conservatorio di musica, sport, studio e poi il lavoro con i bambini nella materna di Borgo XX Giugno. L’evento “scatenante è stato il battesimo della nipotina”, due anni fa. Il suo fidanzato - si sposeranno in aprile - è farà il padrino e lei lo accompagna a due incontri di preparazione, che la coinvolgono. “Mi sono detta che questo cammino volevo farlo, ma per me” e così decide di iniziare il percorso di catecumenato degli adulti della diocesi. Con altre quattro giovani è seguita dal catechista, il diacono Luigi Germini. Inizia la formazione fatta di incontri, di dialogo, di confronto, e di esperienze che segnano le tappe. A cominciare dall’ingresso in Catecumenato nella chiesa di Castel del Piano.

Lei e le sue compagne sono al centro dell’attenzione dell’assemblea. “Ho sentito su di me lo sguardo non di chi giudica o critica, ma del ‘siamo tutti insieme’, e le parole del prete, non era più ‘la predica’ del prete ma era una persona che mi stava parlando e io ero parte della comunità, anche se finita la liturgia della parola sono dovuta uscire”. Lì ha la sensazione di un “di più” che poi caratterizza i momenti forti del suo percorso alla scoperta di Dio e della Chiesa. Fa esperienza di conversione, di uno sguardo che cambia le relazioni. “Sì ma cambia me!”

esclama, non gli altri. Non tutto è semplice, anzi. Tra il dire e il fare … Come per il perdono, tanto prezioso quando è ricevuto, quanto difficile quando è chiesto di darlo. O scoprire insieme agli altri “questa cosa astratta eppure molto concreta, difficile da definire” che è l’amore, la fede. Ora è giunto il momento del Battesimo. “È il punto di partenza e non di arrivo” sottolinea il suo catechista. Ma Angelica cosa si aspetta? “Tutto e niente” dice, mentre lo sguardo le si illumina. È un fiume in piena ma alla fine ammette “Non ci riesco” ad immaginare come sarà. Non perché teme di restare delusa ma perché “probabilmente succederà come le altre volte che è andato oltre la mia immaginazione” e che “probabilmente non riuscirò neppure a raccontare!”.

“Semplicemente questo” aggiunge, con lo sguardo che si illumina di gioia e il corpo che esprime una vita incontenibile come “il primo sole, il primo fiore che fiorisce”, mentre vive “l’attesa di un incontro” che “ci sarà”.

Maria Rita Valli

La Resurrezione di Cristo”, Giovanni da Asola, Cappella Bragadin di San Francesco dellaVigna, venezia

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