Riparare ad un reato lavorando per gli altri
Non c’è solo il carcere come pena per chi commette un reato. Fuori dalle mura del penitenziario si possono svolgere una serie di attività lavorative che valgono come “riparazione del danno” e che allo stesso tempo permettono di reinserirsi nella società.
Ad occuparsi delle pene fuori dal carcere è un ufficio specifico dell’amministrazione penitenziaria detto Uepe (Ufficio per l’esecuzione penale esterna), presente anche in Umbria nelle sedi di Perugia e Terni. “Il termine ‘rieducazione’ quando si parla del nostro lavoro è obsoleto. Obiettivo dell’operato dell’Uepe è riportare le persone al rispetto della legalità e alla vita nel contesto comunitario corrispondente alle regole” spiega la direttrice dell’Ufficio di Perugia Laura Borsani .
“La cosa che accomuna sia il lavoro del carcere sia quello delle misure alternative alla detenzione – sottolinea Borsani - è il principio dell’individualizzazione del trattamento. La persona cioè, va conosciuta nella sua dimensione personale, psicologica, ambientale e familiare, per poterla supportare al meglio nel progetto di reinserimento in società”.
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