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Sempre di meno, sempre più anziani?

Idati demografici dell’Istat denotano una diminuzione generale della popolazione e, negli ultimi anni, un suo invecchiamento costante. Le previsioni demografiche suddivise per fasce di età e riguardanti la regione Umbria ci danno un’immagine sempre più spopolata e per giunta sempre più vecchia. Da precisare che si tratta di previsioni basate sul trend statistico degli ultimi anni, il cui andamento potrebbe subire effettivamente modifiche sul piano reale. Nelle riflessioni che seguono si parte dunque dal presupposto che questa possa essere la realtà futura se, in qualche misura, non si interviene sul piano economico, sociale e culturale. Quali possano essere le conseguenze su questi piani possiamo almeno ipotizzarlo e immaginarlo dal punto di vista sociologico facendo alcune riflessioni.

Meno giovani e più anziani Si tratta anzitutto di un fenomeno dovuto essenzialmente a due fattori. Da una parte l’innalzamento dell’età media della popolazione, dovuto a una qualità migliore della vita, e a condizioni migliori di salute tra gli anziani; dall’altra, una costante riduzione del tasso di fertilità. Su questo ultimo aspetto, il contributo fornito dalle donne immigrate, che in un primo momento ha potuto riequilibrare la situazione, oggi non sembra più colmare il gap che impedisce la riproduzione minima della popolazione (Save the Children,

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