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La ‘guerra’ della Regione contro il gioco d’azzardo

Figli, genitori e nonni: circa un quarto degli umbri buttano via soldi in lotterie e slot machine. Per molti di loro il gioco d’azzardo - ha detto l’assessore regionale Luca Barberini - “è una dipendenza sommersa”. Non si rendono conto di quello che sta diventando un vizio, e quando cominciano ad indebitarsi si vergognano, inventano scuse, trascinando nella rovina economica anche la famiglia. Un problema grave - ha detto l’assessore - ma anche “una sfida che deve e può essere vinta”.

Per questo l’Umbria, con Emilia Romagna, Basilicata e Friuli e Venezia Giulia, è una delle 4 Regioni che si è dotata di una sua legge (novembre 2014) e di un Piano regionale per la prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo, approvato nel dicembre 2017 anche dal ministero della Salute. Tanto da diventare non solo un modello nell’impegno per il contrasto al gioco di azzardo patologico, ma da fornire servizi per abitanti di altre regioni.

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