Un treno in corsa non va fermato
“Le mie parole sono state interpretate come un attacco al Governo e questo ne fa una polemica del tutto gratuita. Sul cambiamento del commissario straordinario per la ricostruzione ho assunto una posizione critica perché farlo a sei anni dal sisma, quando finalmente le cose funzionano, mi sembra proprio un incidente”.
A parlare è l’arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, mons. Renato Boccardo . Al settimanale La Voce e ai microfoni di Umbria Radio InBlu spiega le ragioni del suo intervento dopo la decisione del Governo di sostituire Giovanni Legnini con Guido Castelli.
“Non vedo ragioni valide per questa interruzione - continua l’arcivescovo Boccardo - che rischia di ritardare un processo che finalmente era decollato”.
In tanti concordano sulla positiva collaborazione tra le varie istituzioni e Legnini in questi quasi tre anni di lavoro da commissario. Questo vale anche per le Chiese diocesane del cratere?
“È stato qualcosa di molto bello in questi tre anni: abbiamo trovato nel commissario e nella struttura commissariale degli interlocutori competenti e decisi. Diversi intoppi burocratici sono stati superati. Tutto l’iter burocratico è stato snellito e velocizzato: opere pubbliche, case, luoghi di lavoro, piccole industrie lungo tutta la Valnerina. Tante operazioni si sono messe in movimento e sono giunte a conclusione. Questa è la preoccupazione: un treno in corsa non va mai fermato”.
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